banner_sito
Northrop B-2A Spirit

Northrop B-2A Spirit

Informazioni
Fotografie
Scheda tecnica

Northrop B-2A Spirit

Durante lo sviluppo del B-1 Lancer, a causa dei ripetuti ripensamenti si decise di avviare anche il programma ATB per un futuro bombardiere avanzato, per il quale nel 1976 la DARPA, il dipartimento di ricerche avanzate della difesa, avviò degli studi con diverse ditte per cercare di ridurre la traccia radar di aerei di grandi dimensioni e nel 1975 il contratto di studio venne affidato alla McDonnell Douglas (che aveva già progettato il bombardiere invisibile QAA due anni prima, mai realizzato) alla quale si aggiunse successivamente anche la Northrop. I nuovi progetti avrebbero dovuto competere con l’F-117 Nighthawk ma in effetti quest’ultimo vinse anche se il progetto della Northrop BSAX era più sofisticato e “invisibile”. Successive indecisioni sulle dimensioni dell’aeroplano trovarono fine con la cancellazione del programma B-1 nel 1977 e quindi con la scelta da parte dell’USAF di sviluppare uno stealth di grandi dimensioni. Il BSAX continuò il suo sviluppo nel Tacit Blue, un dimostratore di tecnologia che aveva già qualcosa in comune col futuro B-2. Nel 1980 fu indetto ufficialmente l’appalto per il nuovo programma e le due risposte finaliste furono quella del team Lockheed/North American, che propose una sorta di F-117 ingrandito con freccia alare diminuita, e quella della Northrop/Boeing/Vought che progettarono un’ala volante simile al B-49 degli anni quaranta ma con superfici a curvatura complessa per aumentare le caratteristiche stealth. Il 20 ottobre 1981 fu scelto quale finalista quest’ultimo progetto Northrop N-14, designato YB-2A, e subito vennero richieste delle modifiche come la modifica dei bordi di uscita per passare da tre a cinque cuspidi (configurazione attuale) per migliorare ulteriormente le caratteristiche sia stealth sia aerodinamiche.
Dopo l’ispezione di un simulacro nel 1986, il primo prototipo uscì di fabbrica a Palmdale il 12 novembre 1988 ed il 17 luglio 1989 effettuò il primo volo per i primi collaudi e per essere trasferito alla Edwards Air Force Base per tutte le successive prove. Anche se inizialmente era prevista la costruzione di 165 esemplari, effettivamente ne sono stati consegnati solo 21 a causa dei continui tagli alle spese per la difesa e al costo esorbitante dell’aeroplano, stimato in circa 2 miliardi di dollari anche se ufficialmente indicato i 1,16 miliardi.

L’aeroplano
L’impostazione generale è una evoluzione della formula dell’ala volante cara alla Northrop, che in passato ne aveva proposto vari modelli sempre rimasti allo stadio di prototipo, e l’equipaggio è composto da due sole persone, nonostante le missioni possano durare anche 15 ore o più dovendo l’aereo partire dagli Stati Uniti e raggiungere qualsiasi parte del pianeta, grazie alla capacità di rifornirsi in volo.
I motori prescelti sono i General Electric F118-GE-100, derivati dal progetto F101X da cui è nato anche l’F110 montato sugli F-16, sprovvisti di postbruciatore ed adattati al volo ad alta quota. La cellula anche se ricorda quella del B-49 e del B-35, a causa delle caratteristiche stealth richieste ha una forma a curve complesse e le prese d’aria e gli scarichi dei motori, così come tutti i portelli, hanno particolari accorgimenti per ridurre la traccia radar. Avendo un’elevata portanza non sono montati ipersostentatori e le superfici di controllo si riducono a 3 elevoni per semiala più due aerofreni sdoppiati alle estremità alari che funzionano anche da timoni, essendo l’aeroplano sprovvisto di derive verticali. La punta centrale del bordo d’uscita è anche mobile ed è controllata dal GLAS un sistema di autostabilizzazione del volo a bassa quota. La struttura è realizzata in titanio con varie parti in composito di fibra di carbonio e resine epossidiche. L’intera superficie è ricoperta di materiali radar assorbenti, che tra l’altro causano, per la loro delicatezza, molte ore di lavoro dopo ogni missione per il loro ripristino in modo da evitare scadenze nelle caratteristiche stealth.
L’avionica si basa su un radar di navigazione ed attacco Hughes AN/APQ-181 LPI con antenna a scansione elettronica che emana emissioni studiate in modo da essere difficilmente intercettabili. È presente anche un radar altimetro Doppler della Honeywell ed una suite per guerra elettronica Northrop ZSR-62 ed un sistema d’allarme radar AN/APR-50.
Per quel che riguarda l’armamento è possibile trasportarlo in due stive interne nei quali possono sistemarsi dei particolari agganci per un totale di 80 bombe da 225 kg o 20 da 900 kg, oppure dei lanciatori multipli per un totale di 32 bombe da 900 kg sganciabili in salve da 8. La capacità di carico dichiarata è di 14500 kg di bombe più i 5924 kg dei tamburi.
Le omologazioni di nuovi armamenti sono proseguite con la produzione degli esemplari e partendo dalle prime Mk84 da 900 kg e le termonucleari B-83, gli ultimi esemplari possono trasportare Mk82 da 225 kg, bombe a submunizioni, bombe nucleari B-61, missili JSOW “stand-off”, munizionamento a guida GPS ed INS GBU-36, -37, -30, -32 ed anche mine marine. Progressivamente anche i primi esemplari dovrebbero essere aggiornati alla configurazione finale che prevede anche affinità dei sistemi di guida per una maggiore sicurezza.

Il servizio
I B-2A sono in servizio presso il 393rd Bombardment Squadron sulla Whiteman AFB nel Missouri ed è da qui che partono e tornano per ogni missione. L’addestramento dell’equipaggio avviene tramite il 394th Combat Training Squadron usando gli stessi esemplari del 393rd BS ma montando un terzo seggiolino per l’istruttore.
Il primo impiego operativo vi è stato nel 1999 nella campagna Allied Force sul Kossovo durante le quali furono messi in allarme sei aerei che andavano in volo due alla volta sganciando complessivamente 384 bombe GBU-31 da 468 kg che distrussero il 33% degli obiettivi dei primi otto giorni di guerra. Una missione è arrivata a durate complessivamente 75 ore, 44 delle quali in volo con un unico equipaggio, poi sostituito una volta atterrati, mantenendo i motori accesi, e ripartendo per il terreno di guerra.

Mappa Del Sito