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Dassault Mirage F-1

 

Il Mirage F-1 vanta un livello di impiego operativo molto alto tanto che nove degli undici paesi utilizzatori l'hanno impiegato in combattimento, ciò anche a causa del fatto che i paesi che l'hanno acquistato erano in cattivi rapporti con gli Stati Uniti e con l'F-1 potevano ricevere un aereo delle qualità del Mirage III, costruzione robusta, pratica e razionale, ad un prezzo ragionevole.

Le sue origini risalgono agli inizi degli anni '60 quando l'Armée de l'Air francese aveva la necessita di un aereo da combattimento polivalente. Come intercettore doveva avere una velocità massima di Mach 2,5, volare in modo permanente a Mach 2,2 a 15.000 m e poter manovrare a 3 g a Mach 2 ed essere armato di due cannoni da 30 mm interni ed uno-due missili aria-aria. Come caccia tattico doveva poter trasportare un ordigno nucleare ed armamento tradizionale per 550 km, di cui gli ultimi 150 a Mach 0,9, volare in crociera a Mach 0,7, decollare su una pista di 800 m e manovrare a 3 g a 55 km/h. In risposta al requisito furono proposte quattro configurazioni, basate sul Mirage III e cioè il IIIT, delta senza coda, il IIIF con ala alta a freccia e piani di coda tradizionali, IIIG e IIIG8 con ala a feccia variabile e IIIV con caratteristiche STOL.

Di questi venne prescelto il IIIF e noto come Mirage F-2 decollò il 12 giugno 1966 e già dopo due giorni raggiunse Mach 1,2 mentre entro dicembre avrebbe raggiunto Mach 2 e sarebbe atterrato in 480 m dimostrando la sua validità. Inoltre riuscì ad avere una velocità di avvicinamento di 260 km/h, non possibile con una velatura a delta.

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