Sukhoi Su-27BM/Su-35BM "Flanker"

Su-27BM/Su-35 (Bolshaya Modernizatsiya, grande ammodernamento)
Anche se la designazione Su-35 può creare confusione, quest’ultima variante non ha niente a che fare con il Su-27M (per l’esportazione designato Su-35), versione migliorata del Su-27 di base dotata tra l’altro di alette canard e radar N011 che non ha avuto successo nell’esportazione ed i fondi necessari per equipaggiare la VVS russa.
Il nuovo Su-27BM invece rappresenta un miglioramento sostanziale della capacità del Su-27 di base, portandosi ad essere un buon interim tra i caccia di quarta generazione e quelli di quinta (l’F-22, entrato in servizio negli Stati Uniti, ed il Sukhoi T-50/PAK-FA in sviluppo in Russia). Per questo motivo unisce molte delle soluzioni progettuale richieste per il futuro PAK-FA alle già buone caratteristiche degli ultimi Flanker multiruolo (come il Su-30MK2) ed offre supermanovrabilità; sofisticati sensori di scoperta attivi e passivi a lungo raggio per l’individuazione di obiettivi in volo e in superficie; alta velocità supersonica; alto raggio d’azione; vasta gamma di missili aria-superficie; sistema di guerra elettronica multi-canale che permettono l’attacco in territorio nemico in sicurezza; ridotta traccia radar usando materiali radar-assorbenti; possibilità di montare ugelli dei motori a spinta orientabile per aumentare ulteriormente l’agilità; data link LINK 16 (standard NATO) per il trasferimento dei dati e sistema di navigazione satellitare russo GLONASS; ausilio di generatori di potenza ausiliari, generatori di ossigeno e sistemi integrati per migliorare le procedure logistiche e di manutenzione sulla base; sistemi di addestramento dotati di simulatori completi, aeroplani dedicati e sistemi basati su PC.
Tutte le modifiche sono state integrate direttamente in fusoliera ed il Su-35BM a differenza delle ultime versioni del Flanker non ha le alette canard. Durante lo sviluppo del Su-27M, il nuovo radar N011M installato nel radome, a causa del suo peso molto superiore a quello dell’N001 del Su-27 di base, aveva l’effetto di spostare il centro di gravità dell’aeroplano come dimostrato su un prototipo di Su-27 e quindi tra le varie alternative per ripristinare la stabilità si decise di montare le alette canard che durante i test, oltre a ristabilite il centro di gravità, dimostrarono di migliorare ulteriormente la stabilità, la portanza ed offrirono la possibilità di effettuare manovre estreme anche con alti angoli d’attacco. Gli svantaggi dell’uso delle alette canard sono l’aumento di resistenza aerodinamica, soprattutto nel volo supersonico, e l’aumento dell’RCS della cellula che con l’obiettivo del Su-35BM di essere parzialmente stealth non è accettabile.
Per evitare quindi l’uso delle canard quindi si è richiesto lo sviluppo di una nuova versione del radar, l’N035 Irbis-E, per portarlo ad un peso simile all’N001 sfruttando l’uso di materiali più leggeri e la miniaturizzazione delle componenti.
I piani di volo sono stati migliorati e ridotti nelle dimensioni rispetto al T-10 originale. Anche gli impennaggi sono stati migliorati e l’uso dei comandi di volo fly-by-wire SDU-427 sviluppati col Su-47 Berkut (S-37) a quattro canali ha permesso di ridurne le dimensioni rispetto a quelli del Su-27. Anche il cono di coda è stato rimpicciolito grazie all’uso dell’elettronica moderna miniaturizzata che richiede molto meno spazio per essere installata. Per aumentare poi la resistenza e la durata della cellula molte parti in alluminio della struttura sono state sostituite da parti in titanio così come è stato esteso l’uso di materiali compositi che hanno permesso una riduzione del peso a vuoto del 10%.
L’abitacolo ora integra due grossi schermi LCD di 23x30 cm, uno dei quali mostra le informazioni tattiche e di navigazione e l’altro le informazioni utili al pilota sull’aeroplano. Il sistema di guerra elettronica, basato sull’L175M Khibiny-M ha varie modalità di utilizzo quali l’autodifesa, la mutua difesa e quella di gruppo.
Il nuovo radar N035 Irbis-E, con antenna a scansione elettronica di 900 mm di diametro e polarizzazione verticale delle onde, può funzionare in diversa bande, tra cui quella X, grazie all’ausilio di un nuovo calcolatore. L’antenna inoltre è montata su un supporto in grado di angolarla meccanicamente, permettendo un angolo di scansione, unito a quello elettronico, di 120° che permette all’aeroplano dopo aver lanciato un missile di virare anche di 90° mantenendo ancora l’obiettivo illuminato dal radar. È possibile controllare fino a 30 obiettivi ed attaccarne fino ad 8 contemporaneamente con missili a guida attiva o semiattiva. Nella modalità aria suolo è possibile seguire quattro obiettivi contemporaneamente e attaccarne due alla volta dei quali si seguono anche i movimenti grazie all’ausilio delle funzioni Doppler e SAR (Synthetic Aperture Radar). La portata è di 400 km per un aeroplano con RCS di 3 m2 mentre scende a 90 km per un aeroplano con RCS ridotta, fino a 0.01 m2.
Gli studi sull’RCS del Flanker hanno rivelato che le zone critiche erano le prese d’aria ed i loro condotti fino ai propulsori, il cui compressore è direttamente visibile dall’esterno, caratteristica che aumenta molto l’efficienza aerodinamica ma penalizza l’RCS. Per ridurre la traccia radar quindi ci si è avvalsi degli studi effettuati col Su-47 con l’applicazione di nuovi materiali radar assorbenti ad alta efficienza sia nei condotti delle prese d’aria sia nel compressore e nelle altre parti del nuovo motore, in grado di garantire oltre alla ridotta RCS anche una buona durata nelle condizioni di alta temperatura e pressione presenti nel propulsore. Tutto ciò ha permesso una riduzione della traccia radar di circa 25 db ed anche il tettuccio è trattato in modo da riflettere le onde radar in modo da evitare l’alta RCS dovuta alle parti metalliche dell’abitacolo. Tutto ciò ha permesso di avere una RCS ridotta a circa 1 m2, equivalente a quella di un F-16.
I nuovi propulsori sono gli AL-41F1A che forniscono una spinta massima tra 14480 e 14990 kg/spinta, da cui sono in corso di sviluppo i definitivi AL-41F1 destinati al PAK-FA che avranno un nuovo nucleo compressore-turbina. I propulsori sono dotati di ugelli orientabili, della durata utile di 6000 ore, capaci di orientare i flusso sul piano verticale di +/- 15° e su quello orizzontale di +/- 8° con una velocità di 60°/sec. Il movimento degli ugelli è effettuato attraverso un anello mobile azionato da tre martinetti idraulici collegati all’asse dell’ugello, i cui azionatori sono fissati intorno all’alloggiamento del postbruciatore.
Per il combattimento aria-aria il Su-35BM è compatibile con i nuovi missili a corto raggio R-74M (esternamente identici all’R-73 AA-11 Archer ma dotato di processore dei segnali digitali riprogrammabile, sensore IR e capacità contromisure migliorate e capacità di acquisire anche bersagli in volo a bassa velocità), mente per il combattimento BVR può usare gli R-77M-1 e quando pronti i futuri R-77M-PD, dotati di motore ramjet a propellente solido Vympel KRLD-TT con funzionamenti di 50-70 secondi che danno un rapporto spinta/peso di 7/1. Inoltre per obiettivi di grande valore strategico come gli AEW/AWACS è impiegabile il missile KS-172-1 con portata di 400 km.
Per l’impiego aria-superficie sono compatibili i missili anti-nave PJ-10 e Kh-59MK, i missili antiradar Kh-31Pk e R-27P, missili di crociera Kh-65 ad alta precisione con portata di 280 km, bombe guidate e non KAB-500S, KAB-1500LG e LGB-250.

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