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Sukhoi Su-27/Su-37 "Flanker"

Il Su-27
L’ingresso in linea risale ai primi anni ottanta ed il primo avvistamento si ebbe il 7 gennaio 1987 quando due F-16 norvegesi intercettarono due Su-27. Nell’aprile 1987 un P-3B norvegesi che seguiva operazioni navali sovietiche nel mare di Barents venne intercettato da due Su-27 e ne fù scattata la prima foto poi pubblicata su una rivista di Oslo. In questa occasione un Su-27 si avvicinò troppo al P-3B al punto che le sue derive toccarono le eliche del P-3B danneggiandosi anche se gli aeroplani riuscirono a tornare alle proprie basi senza inconvenienti.
La presentazione ufficiale nel mondo occidentale del Su-27 si ebbe al salone internazione di Le Bourget del 1989 quando la Sukhoi portò due esemplari del nuovo caccia, un monoposto ed un biposto, con esibizioni in volo durante le quali il caccia eseguì la famosa manovra Cobra portando l’angolo di incidenza a 120° e diminuendo la sua velocità da 450 a 120 km/ in tre secondi in modo da dimostrare l’elevata maneggevolezza del progetto così come le sue doti aerodinamiche. Tale manovra inoltre in combattimento è utile per sganciare il caccia dall’inseguimento dei radar Doppler non in grado di inseguire obiettivi fermi o in volo lento anche se al pilota richiesta un’elevata abilità per effettuarla, abilità posseduta forse solo dai collaudatori. La manovra fu effettuata la prima votla da  Victor Pougatchev il 28 aprile 1989 su un T-10U-1 fornito di un paracadute anti-vite.
All’inizio delle consegne a seguito di ritardi nei collaudi del nuovo radar la flotta di Su-27 venne messa a terra in attesa che il nuovo apparato fosse disponibile e gli aerei rimasero parcheggiati a Komsomolsk. I primi esemplari avevano alcune differenze rispetto ai modelli finali, come la sommità delle derive orizzontale ed il cupolino senza montante posteriore, successivamente introdotto dietro il sedile eiettabile, la parte superiore delle derive fu tagliata e vennero eliminate delle sporgenze a punta sul bordo d'attacco delle stesse; vennero aggiunte delle carenature sui lati del cono di coda contenenti 28 lanciatori di inganni chaff/flare APP-50 (L-029), con una dotazione di 84 cartucce complessive. Nell'ultima serie produttiva fu incrementato il peso massimo al decollo di 4.700 kg, raggiungendo i 33.500 kg. Alcuni degli ultimi "Flanker" hanno ricevuto anche due ulteriori piloni subalari.
Eccetto l'aumento dei lanciatori di inganni e le nuove antenne emisferiche posteriori del sistema di allarme radar RHAWS, si ritiene che gli ultimi "Flanker" mantengano la stessa componente avionica che, nonostante la sua qualità sia dubbia, comprende molti sensori. Prima di tutto molto importante è la presenza dell'IRST che dà al velivolo la possibilità di rilevare la presenza di velivoli ostili anche senza l'accensione del radar ed utilizzando i missili a medio/lungo raggio R-27 (AA-10 Alamo) con testa cercante a guida infrarossa può anche attaccare tali obbiettivi senza essere scoperti.
L'impianto propulsivo è composto da due turboreattori a doppio flusso Liylka Al-31F da 12,4 tonnellate di spinta, con un consumo specifico di 1,992 kg/h/kg di spinta con postbruciatore, 0,75 kg/h/kg di spinta in regime military e 0,67 kg/h/kg di spinta in crociera. I motori sono alloggiati in due gondole di fusoliera separate in mezzo alle quali è presente un tunnell che oltre a contribuire alla portanza permette di montare due missili aria-aria. La capacità combustibile è di circa 12000 litri (circa 9400 kg) in quattro serbatoi, due in fusoliera e due nell’ala. Le ultime versioni del Flanker montano i motori AL-35F da 14000 kg di spinta che dà un rapporto spinta peso molto favorevole, con un carico alare di 358 kg/m²,.
Questi motori erano stati progettati per essere revisionati completamente ogni 1000 ore di volo e sostituiti ogni 3000 e ad ogni 100 ore vengono sottoposti a controlli programmati.
La cellula dell’aeroplano è dotato di ala a freccia di 42°, con diedro negativo di 2° 30’ ed un allungamento di 3,5. L’ala è raccordata con la fusoliera da estese LERX (estensioni della radice alare) che, unite all’efficacia degli ipersostentatori sul bordo d’attacco alare ed ai flaperon sul bordo d’uscita (che lavorano in coordinamento con i taileron posteriori) consentono all’aeroplano una elevata efficienza aerodinamica e una grande agilità consentendo angoli d’attacco molto elevati. Infatti le LERX nel volo con elevati angoli di incidenza generano dei vortici che aumentano la portanza dell’ala in tale condizione di volo. I piani di coda, taileron, sono completamente mobili e sono di grandi dimensioni e tutti i comandi sono asserviti da un controllo elettronico in modo da gestire l’instabilità intrinseca della cellula. I taileron possono ruotare di +/- 10° in modo asincrono e +20°/-15° in modo sincrono. I timoni di direzione invece possono muoversi di +/- 25°.
La fusoliera è di sezione quasi circolare nella parte anteriore, dove è alloggiato l’abitacolo e si assottiglia molto rapidamente dall’inizio delle prese d’aria. Queste sono bidimensionali e angolate di 60°, simili a quelle dell’F-14, e disposte all’inizio delle gondole dei motori e sono dotate di paratie protettive per evitare l’ingestione di corpi estranei durante il decollo e l’atterraggio. In coda tra le gondole dei motori vi è il un elemento a forma conica nel quale è alloggiato un paracadute freno e vari sistemi di contromisure ed allarme. Le derive sono disposte al di sopra delle gondole dei motori nella zona più esterna possibile, come sull’F-15, in modo da esser il meno possibile schermate dalle LERX.
La componente avionica del Su-27 comprende un radar Doppler sulla banda X Phazotron N001/RLPK-27 Zhukh-27 (Slot Back) dotato di un’antenna di un metro di diametro che consente una portata di scoperta di 80-100 km frontali e 30-40 km laterali per un bersaglio con superficie riflettente di 3 mq (un normale caccia). Può inseguire contemporaneamente 10 obiettivi ed attaccarne uno. Il radar dispone anche di funzioni aria-superficie come la cartografia, funzioni d’ingrandimento di carte, individuazione e inseguimento di obiettivi mobili al suolo, misura di distanza aria- superficie, ecc....
Il radar è asservito da un sistema optoelettronico Geophysica OEPS-27 “Olm” che comprende un IRST OLS-27 (montato in posizione centrale avanti il tettuccio) con portata dai 15 ai 50 km ed il caso visore-puntatore Shchel-3UM, che quindi consente l’individuazione di obiettivi in modo furtivo, mantenendo il radar spento. È presente inoltre un telemetro radar con portata di 8 km. Il sistema IRST ha un obiettivo in grado di ruotare di 15° verso il basso, 60° verso l’alto e 60° verso le zone laterali. Durante il suo funzionamento gli obiettivi  vengono passati al radar che li insegue senza emettere segnali, solo quando l’IRST perde il contatto il radar si attiva per spegnersi appena l’IRST è di nuovo in grado di inseguire il bersaglio.
Le altre dotazioni comprendono un HUD ILS-31 sul quale sono proiettati i dati di navigazione (otlre che sui monitor CRT), un RHAWS (sistema d’allarme radar) SPO-15 ed un ricevitore radar Sirena-3, un sistema IFF Sro-2M/Paral/Marka, una bussola radiofonica ADF ARK-19 e -20, un radio-altimetro A-38, le radio R-800 (UHF) e R-864 (HF) ed un data-link SDU-10-27.
Il sedile eiettabile è un Zvezda K-36DM serie 2 di tipo zero-zero inclinato di 17° e contiene un pack di sopravvivenza NAZ-8 con una radio Komar 2M, delle razioni di viveri ed un’attrezzatura medica. Il paracadute ha una superficie di 60 m².
L'armamento è costituito dal cannone Gryazev/Shipunov Gsh-30-1 da 30 mm ad una sola canna con 150 colpi e 10 missili aria-aria.

Su-27SK
Gli studi per la commercializzazione sul mercato internazionale del Flanker iniziarono prima del crollo dell’Unione Sovietica ed il primo cliente fu la Cina per la quale si studiò la versione Su-27SK che si distingue per l’aggiunta di due ulteriori piloni subalari (per un totale di 12 attacchi) e per la capacità di effettuare missioni aria-superficie. Per l'esportazione è montato il radar N-001E di caratteristiche inferiori a quelle dei Su-27 russi, il carico bellico è aumentato a 8.000 kg, carico che ora include anche bombe da 250 o 500 kg, contenitori di razzi da 80, 122 o 250 mm, cannoni in pod esterni SPPU-22 da 30 mm , “cluster bombs” KMGU-2 e ciò comporto il rinforzo della struttura e del carrello aumentando il peso massimo al decollo a 30450 kg (rispetto ai 28300 kg degli esemplari russi). Gli esemplari costruiti su licenza in Cina hanno designazione J-11 ed il primo effettuò il primo volo nel dicembre 1998 ed i primi esemplari furono interamente ricostruiti da tecnici e ingegneri russi a causa della scadente capacità produttiva cinese. La Cina aveva anche richiesto la possibilità di trasportare serbatoi di combustibile esterni e l’impiego del missile aria-aria Python 4 israeliano. L'avionica comprende oltre al radar differente anche un diverso sistema IFF ed una unità Gardénia al posto della Sorbtsya per le contromisure elettroniche.

Su-27SM
Essendo entrato in linea negli anni 80, l’aviazione russa ha richiesto un programma di aggiornamento dei primi Flanker alla versione Su-27SM sviluppata dalla Sukhoi ed applicata negli stabilimenti KnAAPO di Komsomolsk-na-Amur. Il prototipo dell’SM ha volato per la prima volta il 26 dicembre 2002 con Evgenij Frolov ai comandi. Si trattava dell'aereo n° 38-02 (uno dei più recenti) preso dal 60° reggimento d'aviazione basato a Dzemgi, vicino a Komsomolsk, che è allo stesso tempo una base militare ed la pista dello stabilimento produttivo.
Le modifiche riguardano il sistema di tiro migliorato con il nuovo radar N001V, interfaccia uomo-macchina migliorata con un nuovo abitacolo preso dal Su-27MKK dotato di due schermi multifunzione LCD di 21x15 cm, nuovo HUD SILS-27M della Elektroavtomatika, sistema di navigazione con GPS incorporato con l’uso di satelliti Glonass e Navstar, nuovo sistema Elint per l’uso di missili anti-radar, nuovi sistemi optronici frontali che permettono anche l’uso di bombe a guida radar. L’IRST, la cui  portata è aumentata a 50 km per un obiettivo visto di faccia e 90 km per un obiettivo visto da dietro, è spostato sulla destra per l’installazione della sonda per rifornimento in volo sul lato sinistro e permette il trasferimento di 1100 litri di carburante al minuto.
Il nuovo radar N001V, ammodernato dalla Aerokosmicheskoye Oborudowaniye (filiale dell'istituto Tikhomirov NIIP) nel quadro del programma "Panda", è stato migliorato sia per quel che riguarda le capacità aria-aria si per l'implementazione di nuove funzioni d'individuazione, di inseguimento e d'attacco di obiettivi terrestri e navali e funzioni di cartografia del terreno. La versione N001V, prevista solo per l'ammodernamento degli apparecchi della federazione Russa, ha portata da 135 a 150 km e consente rispetto a quello originario anche l’utilizzo del nuovo missile R-77 (RVV-AE, AA-12). La ditta NIIP propone anche la sostituzione dell'antenna classica a scansione meccanica con una nuova antenna a scansione elettronica "Pero" (piuma). Quest'antenna possiede gli stessi agganci, diametro e consumo d'energia dell'antenna attuale con un peso inferiore di 30 kg. La nuova antenna consentirebbe di inseguire da 10 a 15 obiettivi simultaneamente attaccandone da 4 ad 8 ed avere una portata considerevolmente maggiore.
L’armamento è ampliato con i missili Vympel R-77 ed R-77M (quest’ultima solo per l’aviazione russa), missili anti-navi supersonici Kh-31A (70 km di portata), anti-navi subsonici Kh-35U (130 km di portata), missili a guida TV Kh-29T (8-12 km di portata), Kh-29TE (da 20 a 30 km di portata), Kh-59M (115 km di portata) e la sua versione a guida attiva Kh-59MK (285 km di portata), bombe guidate KAB-500 e KAB 1500.
I primi cinque Su-27SM sono stati consegnati il 25 dicembre 2003 sulla base aerea Lipetsk.

Su-27SMK
È la versione da esportazione del Su-27SM di cui un dimostratore ha volato nel 1997 ma non incorporava la sonda per il rifornimento in volo né l’IRST spostato sulla destra. Questa versione può essere considerata come un velivolo multiruolo alternativo al Su-30MKK biposto, dal quale riprende il cockpit ance se presenta un terzo schermo MFD. Lo sviluppo si è protratto in 2 fasidel quale è meno costoso ed il primo vero prototipo ha volato nel 1998, identificato dal codice 305, ed ha tutte le caratteristiche del Su-27SM a parte il radar N001V sostituito con la versione da esportazione N001VE che integra solo alcune delle nuove funzioni.

Su-30KI
Il Su-30KI è una designazione atipica essendo il Su-30 biposto mentre questa variante risulta esser un monoposto. Inizialmente la designazione venne applicata ad un programma di aggiornamento del Su-27SK sviluppata dalla KnAAPO dal 1995 per dare maggiore autonomia e capacità di combattimento multiruolo. La prima fase di questo studio portò al Su-30KI nel 1998, col primo volo il 28 giugno di quell'anno. Basato sul Su-27SK integrava una sonda IFR, sistema di navigazione satellitare, sistema di navigazione ed atterraggio ILS/VOR, missili RVV-AE. La fase successiva prevedeva l'integrazione di nuova avionica avanzata, computer, antenna a matrice attiva e nuovi armamenti.
Nel 1997 ci fu un ordine da parte dell'Indonesia, poi cancellato, per 24 Su-30KI che alcune fonti dicono essere questo upgrade della versione monoposto ed altre invece definiscono il Su-30KI come una versione appositamente sviluppata per l'Indonesia.

Su-27UB, UBK, UBM
La versione da addestramento Su-27UB fu prevista fin dall’origine ma non fu subito sviluppata a causa delle modifiche da effettuare sui T-10 originari e quando il Flanker entrò in servizio i reparti ricevettero dei MiG-23UB e MiG-29UB per l’addestramento. Durante la progettazione della versione biposto del Flanker i progettisti focalizzarono la loro attenzione per ridurre al minimo le differenze rispetto al monoposto quindi stesse dimensioni, stesso centro di gravità, stessa capacità in combustibile, stessa qualità di voli, stessa attrezzature, ecc col risultato che già dalle prime prove in galleria il biposto risultava avere caratteristiche aerodinamiche identiche al monoposto. A differenza delle precedenti versioni da addestramento di altri caccia russi, il Su-27UB ha il secondo seggiolino in posizione arretrata e rialzata fornendo una ottima visuale all’istruttore e la strumentazione posteriore è identica a quella del pilota. Anche la capacità di combattimento resta immutata rispetto al monoposto. L’installazione del secondo posto di pilotaggio ha richiesto un aumento di peso di 1120 kg che si traduce in una velocità massima ridotta di 70 km/h a bassa quota e 155 km/h ad alta quota, una corsa di decollo allungata di 30 m e raggio d’azione ridotto di 100 o 600 km (le fonti riportano dati differenti).
Il primo prototipo ha effettuato il primo volo il 7 marzo 1985 con ai comandi Nikolaï Sadovnikov ed i primi esemplari, come i primi monoposto, avevano il cono di coda senza i rigonfiamenti per i distributori di chaff & flare e con le sommità delle derive dritte (con antenne sul loro bordo d’attacco), dettagli poi modificati durante la produzione come avvenuto per i monoposto. Gli ultimi esemplari di serie hanno un peso massimo al decollo aumentato di 3050 kg.
Il Su-27UBK è la versione da esportazione dell’UB ordinati solo dalla Cina, ma i biposto finora esportati risultano essere essenzialmente dei Su-30 che mantengono i doppi comandi ma con una capacità di attacco al suolo migliorata.
Il Su-27UBM è invece una versione potenziata dell’UB in quanto mantenendo già di base la capacità di combattimento del monoposto, si studiò un ammodernamento del Flanker biposto di base per dotarlo delle capacità di attacco al suolo del Su-30 e di sonda per il rifornimento in volo.
Il T-10U-2 era il secondo prototipo del Su-27UB utilizzato per convalidare le procedure di rifornimento in volo, usando il sistema buddy-buddy ricevendo il combustibile da un serbatoio agganciato tra le gondole dei motori di un altro Su-27. A causa della perdite del prototipo T-10-25, il T-10U-2 venne modificato montando un gancio d’arresto per contribuire allo sviluppo del Su-27K, in particolare convalidando gli appontaggi simulati di notte.

Su-27KUB
Le operazioni sulle portaerei richiedono un lungo addestramento che il Su-25UTG non poteva fornire essendo di classe inferiore al Flanker. Per questo la Sukhoi dal T-10K sviluppo la variante biposto T-10KU dotata di due posti affiancati, come sul Su-27IB/Su-32/Su-34 ma con radome arrotondato per portare lo stesso radar del monoposto imbarcato, anche se dopo la costruzione della prima sezione del muso in grandezza naturale il lavoro fu sospeso per mancanza di fondi, finché dopo la prima crociera della Kuznetsov nel Mediterraneo rese evidente la necessità di un buon addestramento per i piloti dei Flanker navali. Il progetto KU fu quindi ripreso con l’obiettivo però di rendere l’aereo multiruolo. Il primo prototipo si ottenne modificando il T-10K-4 in T-10KU-1, seguito da altri due prototipi, con primo volo il 29 aprile 1999 con Victor Pougatchev e Sergei Melnikov ai comandi. Il primo appontaggio simulato su tracciato ha avuto luogo il 3 settembre dello stesso anno seguito del primo decollo da trampolino il 6 settembre. Mentre dalla Kuznetsov il primo decollo e appontaggio reali avvennero il 6 ottobre.
L’apertura alare è stata aumentata da 14,7 a 16 metri, la superficie alare passa da 62 a 70 metri quadri ed anche la posizione delle cerniere per piegare le estremità alari è stata modificando aumentando l’area recuperata. I flaperons sono in due elementi ma a semplice fessura. Il cono di coda è accorciato e presenta il gancio d’arresto sotto la fusoliera. I timoni di direzione hanno una superficie più grande e la forma delle derive è leggermente modificata.

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