IMPIEGO
I primi Tornado costruiti furono consegnati, a partire dal 1980, al TTTE, Trinational Tornado Training Establishment, sulla base aerea inglese di Cottesmore. Questo reparto costituito dalle tre nazioni produttrici serviva per la conversione e l'addestramento iniziale sul Tornado con un iter di 13 settimane, quattro delle quali con lezioni teoriche e le successive nove con missioni in volo accompagnati prima da istruttori e poi dai navigatori, anche loro in addestramento. I Tornado assegnati al reparto erano distinguibili per dei codici sulla deriva (I per Italia, B per la Gran Bretagna e G per la Germania) e nel 1999, con lo scioglimento del reparto, sono tornati ai rispettivi paesi in quanto le ristrutturazioni per le riduzioni di bilancio non permettevano più l'uso di un reparto internazionale.
L'Aeronautica Militare Italiana, a parte i due prototipi iniziali, ha ordinato 1 esemplare di preserie, poi convertito allo standard di produzione, e 99 esemplari di serie che hanno cominciato ad essere consegnati a partire dal 17 maggio 1982 al 1° Reparto Manutenzione Velivoli, sulla base di Cameri, seguito poi dai reparti operativi non senza iniziali difficoltà nell'impiego sia per il salto di qualità passando dagli F-104G ai Tornado sia per la necessità di creare una nuova figura nelle fila dell'aeronautica, cioè il navigatore che inizialmente venne svolto da piloti convertitisi al nuovo ruolo, con insoddisfazione, finché non iniziò la formazione di nuovi navigatori ad hoc.
Il primo reparto in cui entrò in servizio fu il 6° Stormo Alfredo Fusco di Ghedi (Brescia) il cui 154° Gruppo Caccia Bombardieri ha iniziato a volare col Tornado dal 27 agosto 1982 ricevendo anche un paio di esemplari doppio comando coi quali effettuava la transizione operativa dei piloti dopo aver frequentato il corso al TTTE. Specialità del 154° Gruppo è il bombardamento con armi convenzionali e di precisione, la ricognizione e l'attacco con ordigni nucleari, utilizzando bombe Mk82 (250 kg), Mk83 (450 kg), a grappolo BL755, dispenser a submunizioni MWU-1 (scarsamente utilizzati), bombe a guida laser GBU-16 Paveway II su base Mk83 da 450 kg, pod da ricognizione MBB/Aeritalia e pod da rifornimento “buddy buddy” Sargent Fletcher.
Dal settembre 1993, con la chiusura del TTTE, nel 6° Stormo è confluito anche il 102° Gruppo Caccia Bombardieri, che fino ad allora aveva volato sugli Starfighter, affidandogli quale ruolo primario la conversione dei giovani piloti al Tornado, e lasciando al transizione operative a livello di reparto ai gruppi volo a cui vengono destinati i piloti, dotati di un paio di Tornado a doppio comando.
Il 36° Stormo “Helmut Seidl”, di Gioia del Colle (Bari), iniziò a ricevere i Tornado IDS nel giugno del 1984 affidandoli al 156° Gruppo che abbandonava così gli F-104S utilizzati sopratutto per missioni di attacco e ricognizione navale anche se non dalle ottime qualità in tal senso. L'arrivo del Tornado consentì lo svolgimento di tale missione col massimo dei risultati e quale armamento del missile Kormoran Mk1 comprato in una sessantina di esemplari, seguiti poi da alcuni della versione Mk2. Nonostante il maggior impegno rispetto agli altri reparti nelle esercitazioni e missioni operative TASMO (Tactical Support to Marittime Operations), il 36° Stormo mantiene la capacità di effettuare missioni di bombardamento convenzionale potendo impiegare le medesime armi di cui si è già parlato, comprese le bombe a guida laser ed i pod di illuminazione CLDP.
Il 23 luglio 1990 vi fù l'assegnazione al 155° Gruppo del 50° Stormo Giorgio Graffer, sulla base di San Damiano (Piacenza), dei primi Tornado IDS, inizialmente usati per la missione di bombardamento convenzionale mentre dal 1994 al reparto venne assegnata la missione SEAD di soppressione delle difese aeree nemiche impiegando i Tornado IDS modificati per impiegare i missili AGM-88 HARM anche se ciò non permetteva di espletare la missione al massimo della efficienza, mancando di sistemi di scoperta, ma potendo solo fungere da vettore per i missili. Dal 7 aprile 1998 però iniziarono ad essere consegnati i 16 Tornado ECR, conversioni di altrettanti IDS già in linea, che dotati di sofisticati sistemi di scoperta hanno dato al 155° Gruppo nuova vita impiegando una tra le più efficaci macchine progettate per tale ruolo.
Il 311° Gruppo del Reparto Sperimentale Volo, ha in carico in permanenza almeno due Tornado IDS che impiega fin da quando sono entrati in linea per lo sviluppo di nuove tattiche di impiego, di nuovi sistemi e nuovi armamenti richiedendo in caso di necessità altri esemplari direttamente ai reparti operativi. Basato sull'aeroporto di Pratica di Mare è l'unico reparto autorizzato ad effettuare voli durante le manifestazioni aeree nazionali e internazionali.
Nel marzo 1994 l'AMI ha siglato un accordo con la RAF ed il governo inglese per ricevere 24 Tornado ADV in leasing quale caccia ad interim per dare all'Italia una effettiva capacità di difesa contro minacce aeree in attesa dell'entrata in servizio dell'EF-2000 Typhoon, difesa che gli anziani F-104S/ASAM non potevano più assicurare. La scelta del'ADV, dopo aver valutato altre ipotesi come F-16 o F-15, Mirage 2000 e MiG-29, venne presa, non senza polemiche, sia per l'aspetto economico (212 milioni di sterline, mentre per i Mirage 2000 ci sarebbe voluto il doppio, anche se sarebbero stati nuovi) sia logistico sia industriale in quanto era già in linea la versione da attacco. Il contratto prevedeva il leasing per dieci anni di 24 Tornado ADV F3, quattro dei quali a doppio comando, addestramento tecnico, supporto logistico e 96 missili Sky Flash. Gli esemplari consegnati erano allo standard più aggiornato presente, con sistema di chaff&flare ALE-40V, compatibilità con visori notturni NVG, sistema JTIDS e apparati EM Elettronica ELT-553, montati dagli italiani in questo caso. Il primo gruppo volo a riceverli fu il XII appartenente al 36° Stormo a partire dal 5 luglio 1995, che così mandò in pensione i vecchi F-104S, raggiungendo la “combat ready” nel giugno 1996. Il secondo gruppo a ricevere l'ADV fu il 21° Gruppo del 51° Stormo di Cameri a partire dal 14 febbraio 1997 ed entrambi sono stati ampiamente utilizzati in campagna di guerra reali dando così anche all'Italia la possibilità di partecipare nelle missioni CAP, come avvenne nel 1999 durante la Allied Force sulla ex-Jugoslavia. Alla fine della campagna, per motivazioni logistiche ed economiche, si decise di spostare il 21° Gruppo sulla stessa base del 36° Stormo incorporandolo in esso finché poi non venne sciolto passando personale e materiali al XII. Agli inizi del 2003 l'AMI iniziò già a restituire alla RAF i Tornado, nonostante mancasse ancora tempo alla scadenza del leasing, in quanto la Gran Bretagna costrinse l'Italia ad effettuare l'aggiornamento CSP per continuare ad avere il supporto logistico, cosa economicamente non accettabile, ed anche perché il Tornado ADV in effetti non aveva soddisfatto pienamente le esigenze italiane, in quanto nato per una specifica missione inglese. I soldi risparmiati vennero così investiti con altri finanziamenti per il leasing di 34 F-15A ADF ex-USAF, aggiornati a standard più moderni, da tenere finché la difesa non potesse essere garantita da un numero adatto di Eurofighter in servizio.
Il battesimo del fuoco per gli esemplari italiani vi fu con la campagna sul Golfo Persico quando dal 25 settembre 1990 al marzo 1991 vennero trasferiti otto Tornado IDS, facenti parte del 154°, 155° e 156° Stormo, sulla base di Al Dhafra, negli Emirati Arabi Uniti, per l'Operazione Locusta, parte della Desert Shield e Desert Storm. Per l'occasione vennero modificati 16 esemplari mediante l’aggiornamento delle librerie dell’RWR, l’installazione di ECM attive, di radio per comunicazioni non intercettabili e di un più aggiornato IFF, il potenziamento dell’APU (Auxiliary Power Unit, turbina ausiliaria) e dell’impianto di condizionamento dell’abitacolo, l’installazione di motori adatti all’impiego in ambiente desertico (palette del compressore "single cristall") e tarati "full rate" per ottenere la massima potenza ed infine tutti i velivoli sono stati verniciati nella livrea desertica.
Il 17 gennaio 1991 il Tornado IDS (MM7074) pilotato dal Mag. Bellini e dal Cap. Cocciolone, venne abbattuto con la cattura del Capitano che venne rilasciato solo alla fine del conflitto. Durante la missione sono state effettuate 226 sortite sganciando 565 bombe Mk83 mentre a partire dal 1992 iniziarono le campagna sulla ex-Jugoslavia a cui hanno partecipato intensamente i Tornado IDS mettendo in luce la necessità di implementare il pod CLDP ed il munizionamento di precisione che poté essere impiegato dal 1999 durante la Allied Force, impiegando anche i nuovi ECR insieme agli esemplari tedeschi.
Nelle fila della RAF il Tornado ha sostituito ben quattro tipi di velivoli in varie missioni: i Vulcan con i GR1 nel bombardamento a lungo raggio e nucleare, i Canberra ed i Jaguar con la GR1A nelle missioni di ricognizione ed i Buccaneer con la GR1B nelle missioni antinave. I Tornado inglesi iniziarono ad essere consegnati dal 1980, come detto, al TTTE dal quale poi i piloti si trasferivano al TWCU (Tornado Weapons Conversion Unit) sulla base di Honington dove avveniva l'addestramento operativo. Successivamente venne anche creato il Tornado Operational Evaluation Unit, poi ridenominato Strike/Attack Operational Evaluation Unit con lo scopo di studiare le migliori tattiche di impiego nelle varie missioni, comprese quelle nucleari. Il primo squadron operativo fu il 9° Sqn di Honington creato il 1° giugno 1982 (un anno dopo il TWCU) seguito poi dal 617° e 27° Sqn di Marham. In Germania invece la RAF Germany equipaggio sette gruppi sulle basi di Bruggen e Laarbruch con missioni di attacco e ricognizione a partire dal 1983 e mantenevano la capacità di utilizzare le bombe nucleari WE177.
Il battesimo del fuoco si ebbe nella prima Guerra del Golfo del 1990, quando per l'Operazione Granby vennero rischierati una sessantina di Tornado dalle basi in Germania alla base aerea di Al Muharraq nel Bahrain seguiti poi da vari velivoli ADV. Nelle prime missioni i bombardiere furono utilizzati a bassissima quota, così com'erano stati progettati, per eludere i radar nemici ma ciò provocò la perdita di quattro velivoli a causa del tiro “a vista” della contraerea e quindi dopo i primi giorni di campagna si passò a missioni da quote medio-alte nelle quali vennero persi altri due Tornado. In quel periodo era anche in corso di valutazione l'impiego del missile ALARM e del pod da designazione laser TIALD e la RAF decise di traferire nel conflitto tutti i Tornado già modificati in modo da ottimizzare l'impiego della flotta continuando la sperimentazione direttamente sul campo di battaglia. Il rischieramento finì il 10 marzo 1991 e furono complessivamente sganciate 100 bombe antipista JP233, 4200 bombe a caduta libera ed un migliaio di bombe a guida laser (con l'utilizzo dei vecchi Buccaneer per l'illuminazione finché non arrivarono i TIALD). Con la fine della prima campagna nel Golfo Persico si misero in luce la pericolosità delle missioni a bassissima quota e la necessità di cambiare le tattiche di impiego, nonostante i successi fossero altissimi. Fu così che si scelse lo sviluppo di nuovi armamenti “stand off” che permettono di lanciare l'arma lontano dalla portata delle difese nemiche. L'Inghilterra ha comunque utilizzato i Tornado essenzialmente nella zona mediorientale nelle successive campagne utilizzando poi anche bombe Paveway IIS e IIIS mentre nel 1999, durante le operazioni militari in Bosnia, si sono rischierati in Corsica per effettuare 160 missioni sulla Serbia. Dal 2003 per il nuovo conflitto in Iraq furono rischierati 32 Tornado GR4 (da poco entrati in servizio) impiegando i nuovi missili stand off Storm Shadow, bombe a guida laser Paveway II e III e le Enhanced Paveway II e III a guida laser e GPS e missili antiradar ALARM.
Con la fine della guerra fredda i reparti in Germania vennero sciolti col ritorno in patria dei Tornado, converititi tutti allo standard GR1B per poter impiegare anche i missili Sea Eagle e col tempo sono stati ridimensionati gli organici diminuendo il numero dei Tornado in servizio, aggiornando però i restanti per offrire sempre maggiore capacità.
La flotta di ADV ordinati dalla RAF ammonta a 165 macchine che, come già detto, furono progettate per il pattugliamento delle coste britanniche, sostituendo i vecchi Phantom britannici (a loro volta acquistati non essendo realizzatosi il Tornado monoposto) ed i Lightning ancora in servizio. Mantiente una comunanza di parti con l'IDS dell'80% ed il sistema d'arma si basa sul radar Marconi AI24 Foxhunter ed i missili a guida radar attiva Sky Flash, semiannegati in fusoliera. Problemi con lo sviluppo del radar hanno ritardato il raggiungimento della piena operatività fino al 1985 con la versione F3, in quanto i precedenti F2 entrati in servizio non montavano il radar ed avevano quindi operatività limitata. Il primo reparto ad essere equipaggiato fu il 29° Sqn di Conigsby seguito poi, sul suolo inglese, dal 5°, 11°, 23°, 25°, 43°, 56° e 111°, quest'ultimo riequipaggiato solo nel 1990 mentre il 1435 Flight sulle isole Falklands, montato su Phantom, ricevette gli ADV solo nel 1992.
99 Tornado ADV sono stati sottoposti all'aggiornamento CSP (Capability Sustainment Package) per aumentarne le capacità, a causa dei ritardi dell'Eurofighter EF-2000, potendo ora montare missili AMRAAM e ASRAAM e nuovi apparati avionici e di navigazione. È stata anche studiata l'ipotesi di utilizzarli quali vettori di missili antiradar ALARM senza seguito al momento.
Il battesimo del fuoco si ebbe nel 1990 con l'oeprazione Granby nella quale svolse missioni CAP senza però avere la possibilità di ingaggiare aeroplani nemici così come è stato nelle successive campagne a cui ha partecipato, in Serbia e in Iraq per il rispetto delle no-fly zone dimostrando però le sue ottime doti di pattugliatore potendo effettuare missioni anche di tre-quattro ore e interagendo con altri aeroplani e con gli AWACS mediante il sistema JTIDS.
All'era della progettazione del Tornado la Luftwaffe aveva intenzione di sostituire con un unico aeroplano i G91R, gli F-104G e gli RF-104G nelle missioni di attacco al suolo, ricognizione ed intercettazione prevedendo di ordinare oltre 700 esemplari ma a causa dei ritardi accumulati per le missioni di difesa aerea ordinò gli F-4F Phantom mentre per la ricognizione furono ordinati alcuni RF-4F e così il numero di Tornado finale fu di 247 esemplari, 35 dei quali nella versione ECR.
L'addestramento dei piloti, dopo la chiusura del TTTE è affidata al Deutsches Ausbildungsgeschwader sulla base Holloman AFB nel New Mexico dove le buone condizioni meteo e gli ampi spazi permettono una ottima operatività. Per l'addestramento a bassissima quota, a causa di limitazioni sul suolo nazionale, si provvedeva a rischierare i Tornado sulla base aerea di Decimomannu in Sardegna utilizzando il poligono ACMI oppure sulla basa aerea canadese di Goose Bay, dove vi era un reparto permanente finché ristrettezze di bilancio non hanno portato alla fine di tale opzione. Dopo la riunificazione delle due Germanie i reparti di ricognizione montati su RF-4F sono stati sciolti assegnando la missione all'AKG51, montato su Tornado IDS resisi disponibili dalla Marineflieger, ed utilizzando prima i pod MBB/Aeritalia poi sostituito dal più moderno KS153 a partire dal 2001. La missione di interdizione nucleare è stata poi accentrata nello JBG33 di Buchel mentre gli altri reparti a cui è assegnato il Tornado sono i JBG31, 32 (su ECR), 34, 38 ed il WTD61. Il battesimo del fuoco si ebbe nella campagna sulla Ex-Jugoslavia quando vennero rischierati sei IDS da ricognizione e otto ECR dello JBG32 in quanto dopo la radiazione dell'F-4G dallUSAF il Tornado era l'aeroplano più moderno ed efficace nelle missioni SEAD per annientare le difese radar nemiche e lanciarono complessivamente 236 missili AGM-88 HARM con risultati positivi.
Dalla Marineflieger il Tornado IDS è stato ordinato in 112 esemplari per sostituire l'F-104G nelle missioni di attacco e ricognizione marina ed equipaggiò due gruppi, l'MFG-1 e l'MFG-2. Esternamente identici agli IDS normali erano ottimizzati per l'impiego del missile AS4 Kormoran ordinato in sostituzione dei vecchi AS30 ASM. Dal 1989 è entrata in servizio la versione migliorata Kormoran 2 dotata di sistema di controllo digitale, nuove ECCM, sistema di sgancio semplificato, nuova testata bellica da 220 kg (invece di 165) ed autonomia aumentata a 35 miglia. Inoltre era possibile montare i missili AGM-88 HARM, bombe BL-755 a grappolo ed i pod MBB/Aeritalia da ricognizione, assegnati questi ultimi all'MFG-2. Per aumentare l'autonomia nelle missioni si adottò il sistema di rifornimento in volo Sargent Fletcher per la tecnica buddy-buddy.
Dopo la caduta del muro di Berlino l'MFG-1 venne sciolto, nel 1994, trasferendo gli aeroplani alla Luftwaffe e nel giugno 2005 venne ufficialmente sciolto anche l'MFG-2 e la consegna degli aeroplani all'aviazione.
A parte i tre stati produttori, solo l'Arabia Saudita ha ordinato il Tornado per la sua RSAF (Royal Saudi Air Force) quando col programma Al Yamahmah I del 1985 vennero ordinati all'Inghilterra 48 Tornado IDS e 24 ADV oltre ad aerei da addestramento Hawk, PC9 e Jetstream. Tra gli esemplari ordinati erano previsti anche sei GR Mk1A da ricognizione e 14 a doppio comando con consegne a partire dal 1986 assegnati al 7° e 66° Squadron mentre gli ADV andarono al 29° e 34° Sqn. Dopo l'impiego del Tornado durante la Guerra del Golfo, nella quale durante 650 missioni solo un esemplare venne abbattuto dalla contraerea, fu formalizzato un altro ordine, Al Yamahmah II, per altri 48 IDS coi quali equipaggiare il 75° e l'83° Sqn.