LE VERSIONI
Gli esemplari prodotti presentano delle differenze sia a livello dei lotti costruttivi, ad esempio dal lotto 3 venne inserito il motore RB.199 Mk103, sia in base alla nazione utilizzatrice. I Tornado inglesi infatti entrarono in linea con la versione GR Mk.1 che era dotata di un telemetro laser LRMTS sotto il muso sulla destra, aveva il serbatoio nella deriva e piloni ventrali di fusoliera che poteva trasportare otto invece di cinque bombe. Queste potevano essere bombe non guidate da 450 kg, a frammentazione BL-755, antipista JP233 o nucleari WE177, derivate dalle B61 che possono trasportare gli esemplari tedeschi ed italiani. In principio non era possibile sganciare autonomamente armamento guidato e durante la Guerra del Golfo per lo sgancio di bombe a guida laser la RAF dovette utilizzare quali vettori designatori degli obiettivi i vecchi Buccaneer, dotati del pod AVQ-23E Pave Spike, finché non furono dotati frettolosamente del sistema TIALD di illuminazione montato in fusoliera in un pod. Per la soppressione dei radar nemici i Tornado inglesi furono adattati all'impiego del missile ALARM con possibilità di memorizzare i bersagli o lanciare i missili in fase di ricerca nella quale scendendo da oltre 20000 metri con un paracadute attende la scoperta di un bersaglio per poi dirigersi su di esso.
Per le missioni di ricognizione sono stati costruiti 16 GR. Mk.1A più 14 esemplari convertiti dalla versione base Mk1 equipaggiandoli con il sistema TIRRS (Tornado InfraRed Reconnaissance System) che incorpora un sistema a scansione lineare panoramico a raggi infrarossi in una carenatura sotto la fusoliera più due apparati SLIR a scansione laterale infrarossa che “vedono” attraverso due finestrelle color oro sui lati del muso registrando su nastro in modo da saltare le procedure di sviluppo delle pellicole delle normali fotocamere ottiche e velocizzando l'analisi dei dati. È possibile però trasportare anche un pod Vinten GP1 con fotocamera ottica per riprese da medie ed alte quote. Alla versione GR.Mk.1B sono stati convertiti ventisette velivoli modificando l'avionica per l'integrazione del missile Sea Eagle antinave. Una tipica missione prevede l'uso di sei Tornado armati di due missili P31 Sea Eagle e due serbatoi di combustibile ciascuno anche se in caso di necessita possono essere montati quattro missili eliminando i serbatoi subalari.
Il missile Sea Egle è un derivato dell'anglo-francese Martel nel quale si è raggiunta la necessaria portata (superiore a 110 km) con la sostituzione del motore razzo con una turboreattore Microturbo TRI-60-1 Mod.067 da 357 kg/spinta. L'arma pesa 601 kg ed ha una testa bellica con un potenziale grosso modo simile a quello di una bomba da 225 kg.
Com'è consuetudine per gli aerei moderni, anche al Tornado è stato applicato un aggiornamento di mezza vita per prolungarne l'utilizzo e migliorarne le capacità. La Gran Bretagna ha modificato 142 Tornado allo standard GR Mk.4 con l'integrazione di un FLIR (Forward Looking InfraRed) sotto il muso sul lato sinistro, un nuovo HUD grandandolare, nuovi schermi LCD nell'abitacolo e illuminazione compatibile con l'uso di visori noturni, databus MilStd 1553 e MilStd 1760, sistema di navigazione GPS integrato nella strumentazione. Lo standard GR Mk.4A prevede anche la possibilità di trasportare il sistema di ricognizione Raptor a lungo raggio sia per lo spettro della luce visibile che infrarossa in modo da effettuare missioni da distanze di sicurezza (il TIRRS è utile in missioni a bassa quota). Anche gli armamenti sono stati ampliati con i missili aria-aria da autodifesa ASRAAM, missili di crociera Storm Shadow e altri munizionamenti a guida laser.
I Tornado IDS italiani sono essenzialmente simili ai Tornado tedeschi ed a quelli inglesi mancando solo dell'LRMTS ma essendo dotato di maggiori contromisure elettroniche attive, almeno in principio, tanto da poter montare esternamente, ai piloni esterni subalari, due distributori di chaff & flare BOZ al posto di uno solo e di un ECM come su esemplari tedeschi ed inglesi. Per l'autodifesa ci si affida a due missili aria-aria a guida IR AIM-9 Sidewinder ed ai due cannoni MK-27 da 27 mm con 180 colpi ciascuno mentre per l'impiego offensivo sono disponibili cinque bombe Mk.83 da 455 kg, distributori di munizioni antipista MW-1 (mai impiegati in combattimento), bombe a grappolo inglesi BL-755, bombe tattiche Sandia B-61 nucleari. Inoltre sono compatibili con il missile antinave MBB Kormoran, di solito montato in due esemplari sotto la fusoliera, e questi missili sono utilizzati principalmente dal Gruppo 156° anche se tale capacità è detenuta da tutti i gruppi di volo. Altra missione destinata al Tornado è la SEAD (Suppression of Enemy Air Defence) con l'utilizzo del missile antiradar AGM-88 "Harm" inizialmente con i Tornado IDS resi compatibili con i missili e successivamente con la versione ECR ottimizzata con nuovi sistemi per effettuare tale missione. Per la ricognizione invece è possibile utilizzare il pod MBB/Aeritalia che incorpora una coppia di fotocamere ottiche Zeiss ed un sistema a infrorossi Texas Instruments RS-710 analogamente agli esemplari tedeschi.
Per quel che riguarda gli aggiornamenti italiani questi hanno avuto inizio con la Guerra del Golfo, quando alcuni esemplari furono modificati per l'Operazione Locusta con l'aggiornamento delle librerie dell'RWR, l'installazione delle ECM attive, l'installazione di radio per comunicazioni non intercettabili e di un più aggiornato IFF, il potenziamento dell'APU (Auxiliary Power Unit, turbina ausiliaria) e dell'impianto di condizionamento dell'abitacolo, l'installazione di motori adatti all'impiego in ambiente desertico (palette del compressore "single cristall") e tarati "full rate" per ottenere la massima potenza. Infine tutti i velivoli sono stati verniciati nella livrea desertica. Nel 1997 terminò il programma che ha interessato 20 velivoli per renderli compatibili, utilizzando il punto d'attacco sinistro, col pod Thomson TRT- Defence CLDP (Convertible Laser Designator Pod) per l'illuminazione laser dei bersagli e delle LGB (Laser Guided Bomb) e successivamente sarebbero stati resi compatibili tutti gli esemplari in servizio da parte del 1° RMV (Reparto Manutenzione Velivoli) e dall'Alenia, esclusi i velivoli ECR. Questo aggiornamento non è stato esteso anche agli esemplari a doppio comando poiché contempla interventi anche sul pannello strumenti del navigatore incompatibili con il mantenimento della possibilità di pilotaggio dall'abitacolo posteriore. Nell'ambito dell'aggiornamento di mezza vita per gli esemplari italiani si è provveduto a dotarli di schermi multifunzione, comandi di volo HOTAS, aggiornamenti ai sistemi elettronici, nuovi IFF, apparati di navigazione e nuovi calcolatori di missione ed attacco, sistema di comunicazione digitale criptato Have Quick I/II ed il montaggio di un sistema di atterraggio a microonde (MLS). L'armamento è stato ampliato con l'acquisizione dei kit di guida Texas Instruments GBU-16B/B Paveway II riprodotti su licenza in Italia da applicare alle bombe Mk.83 (503 kg complete di kit caudale MXU-667), e dei kit di guida Texas Instruments GBU-24 Paveway III da applicare alle Mk.84 per un peso complessivo i 1103 kg; acquisizione dei pod illuminatori. Sono disponibili anche bombe a guida laser EGBU-16 che utilizzano anche un sistema GPS per la guida in modo da migliorarne la precisione e JDAM GBU-31 a sola guida GPS e missili stand-off "Apache" e "Storm Shadow". Da segnalare che prima dell'entrata in servizio dell'ECR alcuni Tornado italiani erano stati resi compatibili con l'uso del missile AGM-88 HARM, in carico al 51° Stormo, per le missioni di soppressione delle difese radar nemiche, utilissimi nelle campagna di guerra.
I Tornado IDS tedeschi come detto sono simili agli italiani, compresi gli armamenti utilizzabili ma esternamente trasportano anche un pod ECM di disturbo Cerberus. Gli esemplari in servizio con la Marineflieger (che ora stanno passando alla Luftwaffe) erano ottimizzati per l'impiego antinave e compatibili con i missili AS34 Kormoran Mk1 analogamente agli esemplari italiani, sostituiti poi dai Mk2 e dai missili antiradar AGM-88 HARM. Inoltre è possibile trasportare il pod di rifornimento in volo, montato sotto al fusoliera, Sargent Fletcher 28-300 in modo da potersi rifornire da altri Tornado in mancanza di aerocisterne (tale pod è utilizzabile da tutti i Tornado).
L'update è stato simile a quello dei Tornado italiani e ha riguardato la suite di navigazione LINS/GPS, software di gestione ed attacco ASSTA, datalink Mil-Std-1760, strumentazione di bordo con display multifunzione e compatibilità con l'uso di visori notturni, nuovo HUD allargato, nuove contromisure elettroniche, nuovi RWR e MAWS (ricevitori di allarme radar e allarme di avvicinamento missili), nuovi IFF, pod da designazione laser e navigazione Rafael Litening, missili a corto raggio a guida IR Iris-T, bombe a guida laser e missile stand-off Taurus KEPD350. La struttura della cellula viene poi rivista per aumentare le ore di vita utile da 4000 a 8000 in modo da mantenere in linea i velivoli fino al 2020.
Versione specifica è la ECR (Electronic Combat Reconnaissance), ordinata in 35 esemplari di nuova costruzione per la Germania e 16 esemplari per conversione di IDS per l'Italia. Rispetto all'IDS non ha i cannoni ed ha sotto il muso le carenature per i sensori del FLIR, in modo da poter navigare anche con cattive condizioni meteo e del sistema IIS (Infrared ImagingSystem), sensore infrarosso per la ricognizione ognitempo con la possibilità per il navigatore di vedere le immagini in tempo reale. Sul bordo d'attacco alare vi sono i sensori dell'ELS (Emitter Locator System) della Texas Instrumentsche analizza ed elabora i segnali ricevuti comparandoli con quelli immagazzinati nel proprio database e ne trasmette al navigatore al distanza dal velivolo. Questo sistema controlla i 180° anteriori mentre la zona posteriore è coperto dall'ARWE (Advanced Radr Warning Equipment) integrato col sistema. La dotazione di un “data link” permette lo cambio di informazioni tra altri aeroplani e stazioni a terra in modo da comunicare immediatamente le informazioni rilevate. Per la missione SEAD l'arma utilizzata è il missile AGM-88 HARM col quale gli equipaggi hanno già preso confidenza con la possibilità di montarlo su IDS adattati.
L'ADV, Air Defence Variant, è la risposta britannica al requisito per le missioni di intercettazione dopo che il Modell 100 monoposto fu abbandonato. Adatto espressamente alle missioni di pattugliamento delle coste britanniche per difenderle dai bombardieri russi, le modifiche apportate rispetto all'IDS riguardano l'allungamento della fusoliera, inserendo alcune sezioni subito prima delle prese d'aria per un totale di 1,36 metri, l'aggiunta di un serbatoio a 900 litri, la rimozione del cannone di sinistra, l'aggiunta di una sonda per rifornimento in volo completamente annegata nel lato sinistro dell'aeroplano, un nuovo radome più affusolato per alloggiare l'antenna del radar Fowhunter in grado di impiegare i missili aria-aria a guida radar semiattiva SkyFlash. Questi sono montati in quattro esemplari sotto la fusoliera semiannegati, mentre si lati del pilone interno subalare possono montarsi quattro AIM-9 Sidewinder a guida IR. Anche la flotta dei caccia è stata aggiornata con l'aggiunta di JTIDS, strumento di comunicazione e scambio dati in modo sicuro tra aerei e Awacs e l'ampliamente dell'armamento con SkyFlash in nuove versioni, missili AIM-120 Amraam a medio raggio e ASRAAM a corto raggio. Questa versione è stata ordinata dalla RAF, dall'Arabia Saudita (in 24 esemplari) e dall'Aeronautica Militare Italiana che ne ha ricevuto 24 esemplari in leasing rimanendone non del tutto soddisfatta.