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I CACCIA DELLA QUINTA GENERAZIONE

Il Lockheed Martin F-22 Raptor

Introduzione

Fotografie

Il caccia Eurofighter EF-2000 Typhoon è un rappresentante della quarta generazione, così come il Dassault Rafale

Lockheed X-35

Il Sukhoi Su-27P, una delle tante versioni di quella che è diventata una prolifica famiglia di aerei da combattimento. Appartiene alla terza generazione

Parlando di sistemi d'arma di terza generazione si possono avere due interpretazioni: la prima è che si parla di un progetto che presenta un netto salto di qualità rispetto a quelli che l'hanno preceduto; la seconda, più letterale, significa che l'oggetto di cui si parla rappresenta il secondo sviluppo successivo a quello di partenza.
Per quanto riguarda gli aerei da caccia (e in riferimento a quelli sviluppati a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, con propulsione a reazione) i due concetti si possono anche far coincidere, sia pure a prezzo di qualche interpretazione estensiva.
La prima generazione è la più facile da identificare ed è rappresentata dai Lockheed F-80 "Shooting Star", dai Gloster "Meteor", dai deHavilland "Vampire", dai Mikoyan MiG-15. La seconda è più ampia e meno definita e, in pratica, comprende i supersonici in volo orizzontale ed i bisonici ed i suoi massimi esponenti sono il Lockheed F-104 "Starfighter", il Dassault "Mirage", il Vought F8U "Crusader", il SAAB-35 "Draken", l'F-4 "Phantom", il Mikoyan MiG-21 ed il Sukhoi Su-15.
La terza generazione è nata a cavallo tra gli anni Sessanta e Settanta con la progettazione del Grumman F-14 "Tomcat", del McDonnell-Douglas F-15 "Eagle", del General Dynamics F-16 "Fighting Falcon", del McDonnell-Douglas F-18 "Hornet", dei Mikoyan MiG-29 e MiG-31, del Sukhoi Su-27 e del Dassault "Mirage" 2000; anche se si tratta di aerei da attacco e non da caccia vi si fanno spesso rientrare anche il Fairchild-Republic A-10 "Thunderbolt" II, il Sukhoi Su-25 ed il Lockheed F-117 "Nighthawk".
In questa fase, però, la definizione si fa più sfumata in quanto vi sono alcuni tipi che dalla terza generazione "sfondano" nella quarta. Ad esempio, l'F-14D "Super Tomcat" presenta apparati ed impiantistica del tutto nuovi, l'F-18E "Super Hornet" si può vedere sia come una versione dell'F-18C che come un aeroplano completamente nuovo (secondo i punti di vista) e gli ex-sovietici MiG-29 e Su-27 (in particolare il secondo) hanno dato vita a derivati del tutto nuovi, come il Su-37 "Terminator" che mostra un radar rivoluzionario con un elemento che copre anche il settore posteriore, ha alette "canard" e motori dotati di ugelli mobili.
Un cambiamento epocale
Con l'arrivo della quarta generazione però vi è stato un grosso cambiamento dovuto soprattutto alla fine della Guerra Fredda ed alla successiva diminuzione degli investimenti per la difesa. I caccia delle prime tre generazioni erano nati per rispondere ad una minaccia e quindi per eguagliare i corrispettivi posseduti dal nemico ed infatti si può notare come abbiano risposto ad una stessa specifica l'F-100 ed il MiG-19, il Mirage, l'F-104 ed il MiG-21, ed anche l'F-14 e l'F-15 che dovevano contrapporsi a MiG-23 e MiG-25. anche progetti più recenti come quello del MiG-29 e del Su-27 risalgono a specifiche simili a quelle di F-14, F-15, F-16 ed F-18.
Con lo sfaldamento del Patto di Varsavia diede la possibilità ai governi di giustificare la diminuzione di fondi con la mancanza di una reale minaccia e poi il costante aumento dei prezzi degli aerei da combattimento in misura maggiore a quella di altri prodotti costrinse le forze aeree a non poter più sostituire i vecchi aeroplani con un uguale numero di nuovi velivoli e così l'USAF dovette sostituire gli F-4 quali caccia e bombardieri e gli F-106 quali intercettori con gli F-15 affiancandoli coi più economici F-16. Lo stesso vale per l'US Navy che con l'entrata in servizio dell'F-14 dovette mantenere in servizio degli F-4 per affiancarli finché non fu disponibile il più economico F-18. Anche in oriente vi fu la stessa storia con la prima linea russa equipaggiata dai costosi e potenti Su-27 affiancati dai più economici MiG-29. La fine del Patto di Varsavia poi diede la possibilità ai governi di giustificare la diminuzione dei fondi con la mancanza di una reale minaccia.
La quarta generazione nata dalla fine della Guerra Fredda e della necessità di contenere i costi d'acquisto e di esercizio è rappresentata dal Lockheed-Martin F-22 "Raptor", dal SAAB JAS-39 "Gripen", dal Dassault "Rafale" e dall'Eurofighter EF-2000 "Typhoon". Anche i russi stavano preparando una nuova generazione, ma i loro programmi hanno subito catastrofici ritardi, per cui i Mikoyan I-1.44 (MFI) e Sukhoi S-37 "Berkut" sono stati completati con grande ritardo e sembrano destinati a rimanere prototipi.
Questi nuovi progetti sono estremamente differenti tra loro, con la sola eccezione dell'accoppiata "Rafale"/"Typhoon" che è il risultato di una concezione europea unica. L'F-22 potrebbe rivelarsi l'ultimo "supercaccia" occidentale: è stato concepito per sostituire l'F-15 nel ruolo della superiorità aerea e dell'intercettazione con quattro obiettivi principali: essere "stealth", cioè offrire una traccia contenuta ai sistemi di scoperta radar ed infrarossi (è quello che si definisce correntemente "aereo invisibile"); poter volare in regime di "supercrociera", cioè la possibilità di mantenere un regime altamente supersonico senza postcombustione; avere un costo d'esercizio contenuto e, infine, consentire un miglioramento delle prestazioni, soprattutto in fatto di agilità e di "situational awareness" (cioè capacità per il pilota di tenere sotto controllo il campo di battaglia).
Tutto ciò sì paga con costi e tempi di sviluppo molto alti, con una velocità massima strettamente riservata ma che si ritiene essere marcatamente inferiore a quella dell'F-15 e con un prezzo unitario ufficiosamente indicato in 120 milioni di dollari: in pratica, al valore di un F-22 sì potrebbero acquistare 1,5 EF-2000 o "Rafale", quattro "Gripen", F-16 o MiG-29 oppure tre Su-27!
Ad una filosofia in parte simile e in parte differente rispondono tutti gli altri rappresentanti occidentali della generazione: "Gripen", "Rafale" e "Typhoon" sono stati progettati con dimensioni particolarmente contenute allo scopo di ridurre il costo unitario che, comunque, rimane piuttosto elevato. Il "Gripen" è il più economico di tutti ed è effettivamente un caccia leggero: le tecnologie attuali, unitamente ad un progetto intelligente basato su una lunga esperienza, ne fanno una macchina realmente polivalente anche se limitata, soprattutto in termini di velocità massima (quella effettiva non è dichiarata) e di raggio d'azione.
Il "Typhoon" ed il "Rafale" che, nonostante i costruttori si affannino a sottolinearne le poche differenze, sono in realtà praticamente identici, puntano ad un "target" più elevato.
Non sono "stealth" ma mettono in atto alcuni accorgimenti per ridurre la loro "firma" elettromagnetica, non sono meno agili della generazione che li ha preceduti, hanno un rapporto spinta:peso eccellente, che consente loro di utilizzare piste molto corte o di volare in regime supersonico senza postbruciatore; inoltre, prevedono un'avionica molto sofisticata e completa, tanto da essere in grado, come il "Gripen" e meglio di altri concorrenti, di svolgere tutti i ruoli della caccia. Il prezzo da pagare è che, per contenere i pesi, sì è dovuto rinunciare a qualcosa in fatto di velocità massima: i motori del "Rafale" sono omologati per Mach 1,8, mentre quelli dell'EF-2000 arrivano a Mach 2: diversi dei loro possibili avversari, come i vecchi MiG-21 e MiG-23, a "tutta manetta" e per brevi periodi possono fare anche il 10-25% in più.
Naturalmente, nell'ambito del loro inviluppo di volo, i due purosangue europei sono quasi imbattibili: non tutti i dati sono disponibili ma ufficiosamente si dice che possano volare perfettamente controllabili con angoli d'attacco di 20-26°, possano arrampicarsi come missili a 250-330 metri al secondo e manovrare incassando disinvoltamente da -3,5 a +9 g, con ratei di virata di 20-25°/sec. Se è vero che lo fanno anche gli aerei russi della generazione precedente (pur con minore "energia di manovra", cioè perdendo più velocità durante il "dogfight") non si può ignorare che la maggior parte degli aerei occidentali della terza generazione in queste situazioni sarebbe caduta in vite o si sarebbe disintegrata in volo!
Il prezzo, tuttavia, è un punto dolente: 70-90 milioni di euro, forse non compensati da costi e tempi di manutenzione più ridotti (molto meglio fa il "Gripen", che sì può avere a poco più di 30 milioni di euro).
La quinta generazione
L'attuale tendenza ad aggiornare e potenziare continuamente i caccia in servizio ha portato le Forze Aeree dotate di F-14, F-15, F-16, F-18, "Tornado" ADV, "Mirage" 2000, "Viggen", MiG-29 e Su-27 ad essere riluttanti all'acquisto di nuovi velivoli dai costi astronomici che sarà impossibile ammortizzare con i vantaggi che promettono durante l'utilizzo. Infatti gli attuali caccia aggiornati vanno benissimo e soprattutto bastano a dover contenere le minacce del mondo d'oggi costituite da nazioni minori dotate di esigue forze offensive e soprattutto dotate di materiale datato ed è per questo che i tempi di sviluppo dei nuovi sistemi d'arma si sono allungati enormemente passando dai 2-3 anni della fine della Seconda Guerra mondiale ai 20-30 anni attuali. È per questo che i progetti per la quinta generazione sono ancora abbozzati e solo il Lockheed Martin F-35, rispondente al programma JSF, è arrivato alla fase di pre-serie, mentre i progetti russi di Mapo-MiG e Sukhoi rimangono sulla carta cercando di capire le tendenze future del mercato e quindi preparare i progetti alle nuove esigenze. La Mapo-MiG punta sul MiG-35, una riprogettazione radicale del MiG-29 e sul caccia leggero LFI mentre la Sukhoi punta sull'S-54 che partendo da un progetto molto simile al Gripen è diventato una sorta di Su-27 in miniatura, monomotore e sia monoposto sia biposto. L'unica cosa sicura sui caccia della quinta generazione è che sarà guidata dai costi e non dalle prestazioni.

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