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SEPECAT JAGUAR

SEPECAT JAGUAR

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Nei primi anni ’60 in Francia e Gran Bretagna era diffusa l’esigenza di un nuovo addestratore avanzato in grado di inserirsi tra il Magister ed il Mirage III in Francia, per sostituire T-33 ed eventualmente gli F-100 nelle missioni di attacco, mentre nel Regno Unito era necessario un sostituto per Gnat e Hunter Trainer. Inizialmente i due paesi avviarono studi separati col programma ECAP (Ecole/Appui, scuola e appoggio tattico) in Francia, sostituito dal successivo ECAT (Ecole et Appui Tactique) per mettere maggiore enfasi sulle capacità offensive al quale risposero Breguet, Dassault (con i progetti della serie MD.900), Nord Aviation, Potez e Sud Aviation (con il SAX-126 Petit Vautour) e nel 1965 si scelse il progetto Breguet Br.121. In Gran Bretagna si avvio la specifica AST-362 a cui parteciparono l’English Electric P.45, l’Hawker-Siddeley HS.1173, i Folland Fo147 e Fo148, tutti senza seguito ma che confluirono nel progetto AFVG anglo-francese per un caccia polivalente con ala a geometria variabile anch’esso abbandonato per il ritiro francese dal programma ma che comunque pose le basi per l’MRCA da cui nacque il Tornado.
Alla RAF interessava essenzialmente un aeroplano da Mach 1,7 mente l’Armée de l’Air puntava maggiormente sulle capacità belliche e dopo alcuni contatti in merito nel 1964 i due paesi si accordarono per il proseguimento in comune dello sviluppo del progetto Br.121 creando il consorzio binazionale SEPECAT (Société Eropéenne de Production de l’Avion ECAT).
L’impianto propulsivo prescelto (già all’epoca della presentazione del progetto alla sola Francia) era composto da due turboreattori Rolls-Royce RB.172 da 2050 kg/spinta circa che fu sviluppato congiuntamente alla Turboméca che poteva vantare l’esperienza del suo T.260 Turmolet da 2000 kg/spinta ed il propulsore definitivo fu designato AT.172 Adour.
Per lo sviluppo furono ordinati in totale otto prototipi rappresentativi delle varie versioni di serie: Br.121E Jaguar E-01 ed E-02 (Ecole, biposto da addestramento) che effettuarono il primo volo rispettivamente l’8 settembre 1968 e l’11 febbraio 1969; A-03 ed A-04 (Appui, monoposto per appoggio tattico) che volarono il 29 marzo ed il 27 maggio 1969; M-05 (Marine, monoposto imbarcato) con primo volo il 14 novembre 1969; S-06 ed S-07 (Strike, monoposto da attacco al suolo) con primi voli il 12 ottobre 1969 ed il 12 giugno 1970; B-08 (Biplace, biposto da addestramento) con primo volo il 30 agosto 1971.

LA MACCHINA
Il Jaguar è un cacciabombardiere diurno monoposto ed un addestratore biposto preoperativo ed operativo dotato di due turboreattori a doppio flusso Rolls-Royce/Turboméca RT.172 Adour da 2320 kg/spinta a secco e 3315 kg/spinta con postbruciatore al decollo, sostituiti in seguito da versioni aggiornate e dotati di un sistema PRT per l’uso del postbruciatore non solo a spinta massima ma già dall’85% in poi dei giri del motore in modo da modulare la spinta erogabile. Per aumentarne maggiormente l’efficacia dei motori fu anche studiata la possibilità di dotare il Jaguar di prese d’aria a geometria variabile per il volo al di sopra di Mach 1 ma poi si optò per la soluzione fissa. Internamente trovano posto 4182 litri di combustibile in serbatoi autosigillanti, dei quali 910 litri nella parte anteriore della fusoliera, 1171 nella parte centrale, 1146 nella parte posteriore e 955 nelle semiali. Esternamente si possono trasportare fino a tre serbatoi da 1187 litri ed alcune versioni sono anche dotate di sonda per rifornimento in volo. La cellula è in lega d’alluminio con elementi di titanio nel vano motore. L’ala, costruita in Gran Bretagna, ha freccia di 40° al 25% della croda e diedro di 3°. Ha struttura bilongherone con bordo d’attacco dotato di “slat” che crea anche una estensione della corda col caratteristico effetto a dente di sega. No è dotata di alettoni ma solo di ipersostentatori a doppia fessura sul bordo d’uscito e di diruttori sul dorso dell’ala in corrispondenza del bordo degli ipersostentatori. Questi ultimi a bassa velocità lavorano in coordinazione con i piani di coda che sono interamente mobili ed anch’essi di costruzione inglese.
Il carrello è triciclo e dotato di gomme a bassa pressione per essere utilizzate anche su piste semipreparate.
Per quel che riguarda l’avionica non è presente il radar, tranne che per determinate versioni, e sono disponibili tutti i radioausilii alla navigazione ed un completo sistema di navigazione ed attacco con elementi diversi tra i Jaguar inglesi e francesi. Il Br.121S inglese ha anche il telemetro laser Ferrati con dispositivo Type 106 per l’acquisizione dei bersagli.
L’armamento è costituito da due cannoni da 300 mm con 150 colpi di diverso tipo per i due paesi: gli esemplari francesi montano due DEFA Type 553 mentre quelli inglesi montano due Enfield Aden Mk.4. Il carico bellico massimo ammonta a 4575 kg agganciato a quattro piloni subalari, uno di fusoliera e per il trasporto di due missili aria-aria a corto raggio a guida IR sono stati montate due rotaie sul dorso dell’ala in quanto il trasporto di un unico missile sotto le ali avrebbe eliminato la possibilità di agganciare una bomba.
Per la Francia le versioni prodotte furono il Jaguar A, versione monoposto da attacco costruita in 160 esemplari più i due prototipi dotata di avionica meno sofisticata di quella inglese, con sonda per il rifornimento in volo retrattile e circa la metà degli esemplari con telemetro laser Thomson-CSF TAV-38 sotto il muso. Gli ultimi trenta esemplari prodotti furono resi compatibili col designatore laser ATLIS installato nel muso. Per l’addestramento furono prodotti due prototipi e 40 esemplari del Jaguar E biposto, con sistema d’arma semplificato e sonda per il rifornimento in volo fissa sulla punta del muso, fusoliera più lunga di 0,9 m per ospitare il secondo posto, scalato di 38 cm.
La prevista versione Jaguar M per la Aeronavale, basata sulla A ma con fusoliera rinforzata, carrello più robusto e gamba anteriore allungata, gancio d’arresto a 5,5 g e telemetro laser come dotazione standard. Dopo vari mesi di prove ed appontaggi reali a causa del costo del programma Jaguar fu scelto al suo posto l’Etendard IVM mentre la Royal Navy aveva fin dal principio scartato il nuovo aeroplano per il proprio riequipaggiamento.
Per la Gran Bretagna dopo i primi due prototipi Br-121S iniziò la produzione dei Jaguar GR Mk.1 in 165 esemplari per la RAF dei quali 16 furono in seguito affittati all’India che ne restituì 14 cedendone uno all’Oman. Questa prima versione era dotata di telemetro laser autocercante di obiettivi selezionati Ferranti ARI23231 LRMTS in un muso a lama ed un ricevitore d’allarme radar Marconi ARI18223. L’apparato di navigazione e puntamento Marconi-GEC 920ATC NAVWASS (Navigation And Weapon-Aiming Sub-System), dotato di piattaforma inerziale E3R e computer MSC920M forniva le informazioni sull’HUD dell’abitacolo compresa la posizione dell’aeroplano su una carta aeronautica mobile e permetteva l’attacco con un solo passaggio sull’obiettivo senza l’ausilio di TACAN o altre assistenze esterne.
75 esemplari furono aggiornati alla versione GR Mk.1A con motori RT.172 Adour Mk.104 da 2390 kg/spinta a secco (2425 kg/spinta in regime “combat plus”) e 3585 kg/spinta con postbruciatore (3675 kg/spinta in “combat plus”) mentre il sistema di navigazione fu sostituito con l’ancora migliore Ferranti FIN-1064 che poteva anche fungere da computer per lo sgancio dell’armamento. Successivamente undici esemplari Mk.1A divennero GR Mk.1B essendo stati resi compatibili con il sistema di designazione laser GEC-Ferranti TIALD (Thermal Imaging Airborne Laser Designator).
Un ulteriore aggiornamento portò alla creazione delle versione Gr Mk.3 e Mk.3A con sistema di posizione satellitare GPS, comandi HOTAS, sistema di navigazione con riferimento al terreno e allarme ostacoli (TERPROM), occhiali per visione notturna (NVG), mirino montato nel casco, pianificatore di missione completamente incorporato che elimina la necessità di carte a bordo e compatibilità coi missili AIM-132 ASRAAM, nuovo Head-Up Display Gec-Marconi A4. Sono equipaggiati anche di illuminatore laser TIALD e possono trasportare vari sensori da ricognizione, come il Vinten della serie 603 GP(1).
La prima versione inglese da addestramento fu la T Mk.2 con sistema d’arma parziale, senza telemetro laser e ricevitore d’allarme radar né sonda per il rifornimento in volo, costruita in 38 esemplari di cui due affittati all’India e uno ceduto all’Oman. 16 di questi esemplari furono aggiornati con il telemetro laser Ferranti FIN-1064 e furono designati T Mk.2A. Come T Mk.2B furono designati due esemplari compatibili col sistema di designazione laser TIALD. I T Mk.2 e 2A furono poi aggiornati con i GR Mk. 3 e designati T Mk.4 e Mk.4A.
Un esemplare sperimentale fu allestito dalla British Aerospace per collaudare i comandi di volo fly-by-wire e designato ACT.
Per l’esportazione fu sviluppato la versione Br.121K/SB-26 Jaguar International con motori RT.172-26 Adour Mk.84 da 3630 kg/spinta e che ha avuto designazioni diverse in base al paese richiedente: EB per i due biposto per l’Ecuador, ES i dieci monoposto per lo stesso paese; OB e OS rispettivamente quattro biposto e venti monoposto per l’Oman; BN ed SN i cinque biposto ed i 13 monoposto per la Nigeria; IM i 12 monoposto antinave costruiti dalla HAL indiana; IS ed IT i 124 monoposto ed i 32 biposto per l’India che ha anche ricevuto ulteriori 17 IT con nuovo sistema di navigazione ed attacco ed altri venti IS aggiornati. Complessivamente sono stati costruiti 653 Jaguar anche se la Hindustan indiana ha ancora le linee di montaggio aperte in previsione di eventuali altri ordini.

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