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Dassault Rafale

 

Dassault Rafale

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Gli studi per un caccia si alte prestazioni in Francia iniziarono nei primi anni settanta con il progetto G-8 con ala a geometria variabile, un aereo che sarebbe dovuto essere in grado di confrontarsi con F-14 ed F-15. Nel 1972 l'AdlA (Armeé del'Air) emise una specifica per un aeroplano del genere, l'ACF, in due configurazioni, una da superiorità aerea e una da interdizione e l'aeroplano sviluppato fu il G-8A, il G-8 ma con ala fissa di 55° di freccia. Con gli anni però il progetto fu ridimensionato e poi abbandonato nel 1975 in quanto risultò di costo troppo elevato. La Dassault nel frattempo aveva iniziato lo studio anche di qualcosa di più piccolo, che poi diventerà il Mirage 2000 effettuando il primo volo il 10 marzo 1978.
Nonostante la fine del programma ACF la Dassault prosegui negli studi di fattibilità e presento anche modellini dell'ACT-92 ma solo nel 1982 venne annunciato lo sviluppo del nuovo caccia ACX (Avion de Combat Expérimental) dopo che la collaborazione con Gran Bretagna, Germania e Italia per la costruzione di un caccia europeo non andò a buon fine. La Francia infatti richiedeva un aereo più piccolo di quello che sarebbe poi diventato l'Eurofighter EF-2000 Typhoon per poterlo utilizzare anche sulle portaerei Foch ma un altro motivo importante è che la Dassault non avrebbe avuto una posizione di rilievo nel programma e si decise di proseguire con un programma proprio pensando che senza dover mettere d'accordo più paesi si sarebbe riusciti a costruire l'aeroplano in un tempo minore.
Il 13 aprile 1983 furono ordinati i primi due prototipi dell'ACX, chiamato Rafale A e si avvio anche lo sviluppo del motore Snecma M-88 di 7500 kg/spinta circa e nel frattempo si sarebbero usati i similari F404-GE-400 da 7433 kg/spinta. Il primo volo fu effettuato il 4 luglio 1986 e già il 4 marzo 1987 raggiunse Mach 2.
Il secondo prototipo venne cancellato poiché ritenuto non necessario e nell'aprile 1987 di decise di proseguire con lo sviluppo della versione di serie chiamando il programma prima ACE (Avion de Combat Européen) sperando di attrarre altre nazioni e poi ACT (Avion de Combat Tactique) per la versione terrestre e ACM (Avion de Combat Marine) per quella imbarcata e ne furono oridianti complessivamente 5 prototipi, il primo dei quali, denominato Rafale D (per Discret, stealth) e poi Rafale C-01 (Chasseur, caccia), effettuò il primo volo il 19 maggio 1991 seguito il 12 dicembre dal Rafale M-01 imbarcato. Il primo prototipi biposto, Rafale B volo il 30 aprile 1993 e gli altri due erano un Rafale C-02 ed un M-02.
L'aeroplano di presenta con la classica impostazione dei caccia europei di nuova generazione, cioè con ala a delta, piani "canard" e deriva singola. La fusoliera risulta di disegno filante, con un muso triangolare seguito da piccole LERX (estensioni della radice alare) al di sotto delle quali si trovano le due prese d'aria, di disegno abbastanza complesso, e ai lati delle estensioni sono montate le alette canard completamente movibili. L'ala è dotata di slats sul bordo d'attacco e di elevoni sul bordo d'uscita in tre pezzi per semiala. La cellula fa largo uso di fibre di carbonio ed altri materiali (kevlar, titanio e leghe di alluminio e litio) e il costruttore dichiara che si faccia uso anche a materiali radarassorbente. L'impianto propulsivo è costituito da due turboreattori Snecma M-88-2 da 5090 kg/spitna a secco e 7340 kg/spinta con postbruciatore al decollo ed è prevista una versione M-88-03A da 9175 kg/spinta. La capacità di combustibile interna è di 5135 litri e vi è la possibilità di trasportare tre serbatoi da 200 litri esterni e di effettuare il rifornimento in volo con la sonda montata sul lato destro del muso. L'abitacolo è dotato di un seggiolino Martin Baker Mk16F "zero-zero" inclinato di 29° con comandi HOTAS che permettono di pilotare ed avere la maggioranza delle funzioni a portata di mano su cloche (montata a destra) e manetta dei motori. I comandi di volo sono digitali e vi è la possibilità di dare anche comandi vocali. Il pilota ha a disposizione due schermi multifunzione ed un HeadUp Display per la visualizzazione delle informazioni. L'avionica si basa sul radar RBE-2, una fusione tra il radar RDX-E-2, inizialmente in sviluppo per il Rafale, e il Dassault Electronique Antilope 60. Il radar è dotato di antenna a scansione elettronica Radant e può assolvere più funzioni contemporaneamente, come l'inseguimento del terreno nel volo automatico e la ricerca di obiettivi durante l'inseguimento di altri e si possono inseguire contemporaneamente 8 obiettivi; la portata è dell'ordine dei 100-150 km. L'aeroplano è dotato anche di sistemi optronici quali il FLIR, l'IRST, telemetro laser ed il casco visore oltre al sistema di autoprotezione Spectra. Tutti questi sistemi però è previsto di montarli quando pronti, un po' come si è fatto con il Mirage 2000, ed anche le capacità di effettuare missioni aria-aria e poi aria-suolo dovrebbero introdursi man mano che siano mature. L'armamento è costituito da un cannone da 30 mm GIAT Modale 30M791B con 125 colpi e sono presenti 14 punti d'attacco. Per le missioni aria-aria sono disponibili i missili MICA-EM a guida radar attiva ed i MICA-IR a guida infrarossa oppure gli R550 Magic 2 sempre a guida infrarossa. È prevista anche l'integrazione con i missili Meteor a lungo raggio non appena saranno disponibili per l'entrata in servizio. Per le missioni di interdizione invece è capace di trasportate tutti i missili presenti nell'arsenale francese (Scalp EG, Durandal, AS-30L, ASMP e AM-39 Mk.2 Exocet) oltre alle bombe a guida laser.
Nonostante l'aeroplano non abbia presentato problemi particolari nelle prove, a causa del suo costo solo la Francia l'ha ordinato per l'Aviazione e la Marina ed attualmente sono in carico alcuni esemplari Rafale B con cui si preparano piloti e tecnici dell'AdlA mentre la Marina ha formato il primo squadron imbarcato, la Flottile 12F, con la versione Rafale M.

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