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Northrop/McDonnell Douglas YF-23 Black Widow

Prove e fine dell'YF-23
Le prove in volo cominciarono nel luglio 1989, quando un BAC 111 provò in volo l’avionica del futuro caccia mentre per vari motivi il programma iniziava ad avere intoppi, il primo dei quali era lo sfondamento del tetto dei costi (era previsto che sarebbe costato 43 milioni di dollari ad esemplare, già 3 in più rispetto ai requisiti) cosa che fece ridurre il numero degli esemplari da acquistare. La caduta del muro di Berlino poi fece mettere in discussione la necessità di un caccia così avanzato venendo a mancare il nemico di sempre col quale era in atto la grande corsa agli armamenti. Furono quindi presentati progetti alternativi come l’F-15XX che prevedeva la cellula dell’F-15 con avionica derivata dall’ATF ma la successiva Guerra del Golfo e le vittorie conquistate dall’F-15 nei combattimenti aria-aria riaprirono l’interesse per un caccia pesante da superiorità aerea così l’ATF non venne cancellato.
Il primo volo dell’YF-23 PAV1 (Prototipe Air Vehicle 1) dotato dei motori YF119 avvenne il 27 agosto 1990 e restò in aria per 20 minuti durante i quali l’F-15 e l’F-16 di scorta dovettero volare a postbruciatori accesi per stargli dietro. Al quarto volo, il 14 settembre, venne effettuato il primo rifornimento in volo e successivamente venne raggiunto Mach 1,43 in volo stazionario senza postbruciatori ed il 30 novembre effettuò l’ultimo volo.
Il PAV2 invece era dotato dei motori YF120 ed effettuò il primo volo il 27 ottobre 1990 e nonostante non furono riscontate differenze nel comportamento di volo rispetto al PAV1, in regime di supercrociera era possibile raggiungere Mach 1,583, superiore a quella raggiunta dall’YF-22, e volo fino al 18 dicembre raggiungendo Mach 1,8.
Il nome Black Widow II gli è stato assegnato solo ufficiosamente in ricordo del caccia notturno P-61 Black Widow mentre pare che il prototipo PAV1 fosse stato soprannominato Gray Ghost mentre il PAV2 fosse stato chiamato Spider.
Alla fine delle prove in volo i due progetti finalisti vennero confrontati tenendo presente i dati dei voli ma anche altri fattori come la situazione economica industriale, i rischi tecnologici ecc. particolarmente importante era il fatto che l’YF-22 avesse raggiunto in volo un angolo d’attacco di 60° mentre l’YF-23 raggiunse solo 25°, anche se prove in galleria del vento avevano permesso angoli di 60°. Inoltre il progetto Lockheed aveva effettuato anche prove di apertura della stiva armi e sgancio missili cosa che non fece il concorrente, anche se non era previsto dal capitolato d’acquisto. Il 23 aprile 1991 fu dichiarato vincitore il progetto YF-22 dotato di motori YF119 ed i due prototipi dell’YF-23 vennero consegnati alla NASA dove dopo alcuni voli per prove vennero “abbandonati” per poi essere donati al museo sulla Edwards (PAV1) ed al Western Museum of Aircraft (PAV2).
La fine di questo progetto coincise con la fine anche dell’aereo da attacco A-12 Avenger per la Navy cosa che portò alla decisione di cancellare la versione imbarcata dell’ATF.
Per la Northrop fu un altro insuccesso dopo l’YF-17 e l’F-20 ma permise di apprendere notevoli conoscenze sulle tecnologie stealth, utili anche per il programma del B-2.

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